Marcello Lippi: “Ora è il momento di far ripartire il calcio”

Marcello Lippi

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Secondo Marcello Lippi, il dibattito su calcio è davvero fuori luogo perché oggi giorno, è fondamentale pensare a un modo per farlo ripartire. Non può essere in discussione la ripartenza in quanto si tratta garantire comunque un’industria molto importante per l’Italia. In esclusiva, su Il Giornale, l’ex allenatore dell’Italia, nonché uno di quelli più amati del calcio italiano, ha spiegato che è importantissima la ripartenza, purché sia fatta in piena sicurezza. Mentre fino a qualche mese fa era impossibile parlare di partenza, adesso invece che si parla di una fase di convivenza col virus, è opportuno fare in modo che il calcio possa finalmente riprendere.

La partenza del calcio secondo Marcello Lippi

Marcello Lippi è uno degli allenatori più importanti della storia calcistica italiana. Vincitore di cinque scudetti, quattro supercoppe italiane, una Coppa Italia, una Champions League, una Supercoppa Europea e la coppa intercontinentale solo con la Juve, nonché anche tecnico vincente del mondiale 2006 per l’Italia, ha spiegato qual è il suo punto di vista. Secondo lui la ripartenza è necessaria perché il calcio, in queste settimane, si è parlato troppo invece di fare affari concreti. Ha detto che non bisogna mai guardare ad esempio, ad altre realtà che hanno preso decisioni differenti. Infatti, il tecnico ha spiegato che l’Italia deve cercare di superare le polemiche tra club, federazione e Governo per andare avanti.

I segreti dell’industria del calcio italiano

L’industria del calcio costruita in questi anni è molto importante da preservare. Secondo Marcello Lippi, sarà necessario mettere in campo degli strumenti nuovi, come ad esempio l’ipotesi di play-off e play-out per concludere il campionato. In queste ore si discute anche delle ipotesi del ritiro per i giocatori. Secondo il tecnico, bisogna fare tutto quello che è necessario per garantire la sicurezza degli addetti al settore. Quello che è sicuro, però, è che non bisogna troppo cambiare il modo in cui pensiamo al calcio attualmente. Quello che bisogna fare però, è salvare anche posti di lavoro perché nel calcio ce ne sono tantissimi.

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