Scia commerciale: chi la deve presentare?

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Se anche noi siamo in procinto di avviare un’attività commerciale, probabilmente abbiamo sentito parlare di SCIA commerciale. Cos’è e chi deve presentarla?

Quando si intende avviare un’attività una delle cose che più spaventano le persone sono le lungaggini burocratiche. Un imprenditore o comunque chi sta per diventarlo vorrebbe esclusivamente dedicarsi al proprio lavoro, senza doversi preoccupare di pratiche e documentazioni.

Ma la legge non può soprassedere su alcuni requisiti minimi, soprattutto in ambito di sicurezza, che devono essere soddisfatti da chiunque svolga un’attività pubblica.

La SCIA commerciale roma è un procedimento amministrativo che semplifica molto le cose per chiunque desideri avviare un’attività imprenditoriale.

Una volta infatti era necessario aspettare che le autorità competenti facessero le opportune verifiche per accertarsi che l’imprenditore fosse in possesso di tutti i requisiti necessari per lo svolgimento del proprio lavoro. Questi procedimenti portavano via molto tempo e spesso ritardavano l’avvio dell’attività rispetto a quanto il suo proprietario si era prefissato.

Come sono cambiate le cose? La SCIA è un’auto-dichiarazione comprensiva di tutti i documenti necessari che attestano che l’attività può iniziare ad operare a norma di legge. Una volta deposta la documentazione presso lo SUAP, lo sportello unico delle attività produttive che opera a livello locale, questa ha un effetto immediato. Una volta presentata, ad esempio, la scia commerciale roma per iniziare la propria attività nella capitale, potremo iniziare da subito a lavorare.

Chi deve presentarla?


Sono obbligati per legge a presentare questa documentazione tutti coloro che intendono avviare, modificare o cessare un’attività, commerciale, industriale, artigianale o ricettiva che preveda la somministrazione di cibi e bevande. E’ chiaro quindi che la maggior parte delle attività rientrano in questa lista, mentre ce ne sono alcune che sono esenti. Visto che la normativa può subire lievi modifiche tra una città e l’altra, è sempre meglio verificare se anche la nostra attività rientra tra quelle obbligate a presentare la SCIA o se ne è esente.

Cosa deve comprendere la SCIA commerciale?

Tra le altre cose:

  • La Partita IVA
  • Una copia del contratto di affitto o dell’atto di proprietà
  • Un documento che attesta la conformità edilizia del locale verificata da un tecnico
  • I requisiti ASL
  • I requisiti professionali
  • Una planimetria firmata da un tecnico

Come dicevamo, il fatto che si tratti di un’auto-certificazione non significa che la legge sia diventata più morbida sull’applicazione della normative vigenti. Le autorità locali infatti, entro 60 giorni eseguiranno gli opportuni controlli per verificare che tutto sia conforme. Nel caso in cui dovessero riscontrare incongruenze tra quanto dichiarato e quanto verificato durante il sopralluogo, hanno il diritto di bloccare l’attività e di imporre che vengano apportate le modifiche necessarie per adeguarsi alle richieste di legge.

Se pertanto non siamo dei tecnici esperti nel campo, è sempre meglio affidarsi a qualcuno specializzato nel settore. Esistono degli studi tecnici specializzati nel disbrigo di queste pratiche che si occuperanno di completare per noi questa auto-dichiarazione. Eviteremo così il rischio di sbagliare o trascurare dettagli che potrebbero comportare il blocco o la chiusura dell’attività.

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