Sarà ancora una volta un Mondiale strano quello che gli italiani vivranno tra qualche mese in America. Come nel 2018 e nel 2022, anche nel 2026, dunque a breve, l’Italia sarà spettatrice dell’evento calcistico più importante del pianeta, complice l’eliminazione nella finale playoff contro la Bosnia. Eliminazione ai rigori che ancora oggi brucia e fa male. Avrà tutto valore relativo, dai risultati alla graduatoria dei gironi fino ai piazzamenti finali delle altre nazionali. Classifica Mondiale 2026 dal valore relativo, dunque, al netto di legami per giocatori di altri club o per i nostri campioni preferiti. Da Yamal a Mbappé, da Kvaratskhelia a Vinicius jr. Qualcuno magari tiferà anche per gli allenatori italiani presenti, ovvero Ancelotti, Montella, Cannavaro. Allora questo Mondiale, ormai il terzo di fila, è solo l’occasione in più per vivere di nostalgia e per chiederci, ad esempio, cosa fanno oggi i rigoristi della vittoria contro la Francia nel 2006? Sì, proprio loro, i nostri eroi per sempre, i campioni in eterno che riuscirono a realizzare cinque rigori su cinque mentre la Francia si fermò a tre per la traversa di Trezeguet. Scopriamolo.
Da Pirlo a Del Piero: un tuffo lungo vent’anni
Il primo a segnare fu uno specialista, Andrea Pirlo, che con la sua realizzazione fu capace di trasmettere tranquillità a tutti. In sintesi, lotteria in discesa – in termini almeno di pressione – dopo la sua rete. Oggi Pirlo fa l’allenatore e dopo le esperienze italiane con Juventus e Sampdoria, adesso allena lo United Fc, squadra degli Emirati Arabi. Non è da escludere che in futuro possa ritornare ad allenare in Serie A. Il tempo è dalla sua parte. Il secondo rigore fu realizzato sempre con estrema precisione e freddezza da Marco Materazzi, che ha allenato per tre anni in India e che poi ha smesso. Oggi segue sempre da grande appassionato il calcio pur non ricoprendo al momento alcun ruolo ufficiale. Il terzo penalty fu quello di Daniele De Rossi, anche lui allenatore. Dopo la parentesi di Roma, è ripartito dal Genoa e sta facendo grandi cose con il Grifone. Da quando c’è lui in panchina la squadra rossoblu si è rialzata e oggi il suo nome è di nuovo accostato a big italiane. Insomma, colui che era già allenatore in campo, giovanissimo, si sta ripetendo da allenatore vero, in panchina, e il futuro sembra sorridergli. Come non ricordare, poi, il quarto rigore, quello realizzato da Alessandro Del Piero. Sua la quarta rete ad un passo dalla vittoria finale. Del Piero, campione alla Juventus, bandiera bianconera, una vita a Torino, dopo aver smesso col calcio giocato – dopo la Serie A ha chiuso la sua carriera tra Australia e India – non ha intrapreso altre carriere. Oggi è un apprezzato opinionista tv ed è ovviamente sempre legatissimo alla sua Juventus.
L’uomo degli ultimi minuti oggi allena il Sassuolo
Il quinto rigorista lo ricordano tutti, è l’iconico Fabio Grosso, l’uomo copertina del Mondiale tedesco, l’uomo degli ultimi minuti: il rigore procurato con l’Australia, la rete alla Germania in semifinale, il rigore della vittoria. Una carriera incredibile, la sua, partita dal basso, dalle prime categorie, e poi dopo una lunga gavetta il salto in Serie A fino alla conquista della Nazionale. Arrivato in sordina, è diventato nel giro di poco tempo un fedelissimo di Lippi e, soprattutto, un uomo decisivo. Anzi, l’uomo decisivo. Oggi Grosso è un apprezzato allenatore. Sta facendo benissimo al Sassuolo e, come De Rossi, anche per lui si comincia già a parlare di possibile salto in avanti, di probabili offerte da big che arriveranno nei prossimi mesi, magari già la prossima estate. Questo perché Grosso è un tecnico che propone un calcio moderno ma che sa coniugare bel gioco a risultati, dunque pratico e mai integralista. Come da calciatore, insomma.