Fiorentina, Montella ha voluto Bernardeschi in prima squadra

Ai primi di gennaio Vincenzo Montella chiese ai suoi collaboratori di poter visionare i dvd con le partite del Crotone. Il tecnico viola si era incuriosito sentendo molti suoi «amici di calcio» parlare di un piccolo fenomeno, nato a Carrara, a pochi chilometri da Gigi Buffon, di proprietà del club viola, protagonista di un ottimo campionato nel club calabrese: Federico Bernardeschi.

Dopo due registrazioni la curiosità si era trasformata in interesse vero e dopo appena un mese di studio l’Aeroplanino disse a Pradè e Macià: «Questo ragazzino lo voglio in ritiro a Moena». Da allora Bernardeschi ha bruciato le tappe. Stella del torneo cadetto, nazionale Under 21 e, persino, nel mirino dell’allora commissario tecnico Prandelli che lo indicò come «uno dei talenti più importanti del calcio italiano e se qualcuno non lo conosce non vuol dire niente. Due anni fa anche Verratti era un oggetto misterioso». Come ShevaCorrere in fretta è il suo marchio di fabbrica. Federico è uno con le idee chiare e la testa dura, come è normale per chi è cresciuto tra i marmi di Carrara. Da bambino il suo idolo era Shevchenko. E vedendolo giocare ci ritrovi molti dei gesti tecnici dell’ex campione del Milan. Dribbling, velocità, senso del gol. E un fisico tosto. Poi, crescendo, è impazzito per Diamanti. «Ho cominciato a studiare come si muove, come accarezza il pallone, come calcia in porta». Ed ecco venire a galla l’altra faccia di Bernardeschi.

La genialità al potere. Unita a un caratterino niente male che lo porta a dire sempre quello che pensa. Dopo l’amichevole contro San Marino l’attaccante viola, che era partito nella squadra titolare come spalla di Gomez, ha ribadito ancora una volta il solito ritornello: «Giocare nella Fiorentina è il mio sogno, però voglio restare se posso avere spazio, altrimenti meglio andare un anno in prestito». Resterà. Il club manager Vincenzo Guerini, che lavora a stretto contatto con Montella, ha spiegato: «Bernardeschi è cresciuto in maniera incredibile. L’esperienza in serie B è stata preziosa. In questa prima fase del ritiro ha dimostrato di avere dei numeri. Per me dovrebbe restare almeno fino a gennaio». E giocarsela. Vice Pepito?L’Aeroplanino lo vede come il vice-Rossi o, addirittura, come un potenziale «falso nove». Ruolo che, di questi tempi, va molto di moda. Comunque più attaccante rispetto al ruolo che ha ricoperto nel Crotone. Il lancio di Bernardeschi sarebbe sicuramente sponsorizzato dai tifosi che hanno sempre amato i toscani in maglia viola. L’ultimo è stato Francesco Flachi, guarda caso, un’altra seconda punta. Preso al voloL’anno scorso Bernardeschi ha firmato un contratto per cinque anni. Accordo che prevede, naturalmente, dei premi speciali in caso di debutto in Serie A.

Il primo contratto, invece, gli fu fatto al volo quando aveva diciassette anni per evitare che sir Alex Ferguson lo portasse al Manchester United a costo zero. Oggi il giovanotto vale già una decina di milioni. Il progetto «promesse viola» voluto dalla famiglia Della Valle e dal presidente operativo Cognigni comincia a dare frutti importanti.

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