L’Inter batte 2-0 il Verona e si avvicina al Milan. La Juve vince in rimonta 2-1 a Cagliari

L’Inter, dopo la vittoria nel derby d’Italia, batte 2-0 il Verona a San Siro e continua la rincorsa al Milan, impegnato domani sera nella difficile trasferta contro il Torino.

La Juve, invece, riscatta la sconfitta contro i nerazzurri battendo 2-1 fuori casa il Cagliari in rimonta. Per i bianconeri una vittoria importante per tenere lontane le inseguitrici.

L’Inter sul 2-0 dopo mezz’ora

Inizia in modo veemente l’Inter, che cerca subito la via del gol. Il Verona non disdegna di attaccare, lasciando così spazi invitanti. Al 18’ è bravo Montipò a disinnescare un insidioso rasoterra di Perisic.

Quattro minuti dopo lo stesso croato imbecca Barella con uno splendido cross: tiro di controbalzo e pallone che si insacca.

Il Verona patisce il gol subito e la partita diventa un monologo nerazzurro. Montipò deve superarsi nuovamente sul tiro di prima da parte di Correa (26’).

Dzeko, fino a quel momento impalpabile, alla mezz’ora si presenta alla sua maniera: corner di Dimarco, spizzata di testa di Perisic sul primo palo, palla che arriva sui piedi del bosniaco, a cui serve soltanto appoggiarla in rete.

Il Verona non ci sta e al 35’ va vicino al gol con Simeone con una “puntata” ravvicinata: Handanovic si fa trovare pronto. Si va al riposo con l’Inter in doppio vantaggio.

L’Inter vicina al terzo gol

Nel secondo tempo, subito pericolosi i nerazzurri con Dumfries, che calcia fuori dopo aver saltato Lazovic. Il Verona ci prova con Simeone, ma i riflessi di Handanovic sono pronti (51’).

Ci prova Calhanoglu al 68’, ma il suo destro si spegne a lato di un soffio. Pochi minuti dopo, una combinazione tra Dzeko, Brozovic e Vidal libera al tiro D’Ambrosio, ma Montipò gli nega la gioia del gol.

Il Verona si spegne col passare dei minuti, mentre l’Inter controlla e prova a far male con Dzeko. La partita scivola via senza più sussulti e, al fischio finale, Handanovic e compagni esultano insieme ai tifosi.

Joao Pedro apre, De Ligt chiude

L’inizio dei bianconeri è subito in salita. Dopo dieci minuti, Marin ruba palla a Dybala, riparte e mette in mezzo per l’accorrente Joao Pedro che, dal limite, fa partire un tiro forte e preciso che supera l’incolpevole Szczęsny.

La Juve appare molle e fatica a reagire. La prima occasione si tramuta in gol, ma la deviazione involontaria di Rabiot col gomito su tiro potente di Pellegrini viene considerata fallosa dal Var. Il dubbio resta.

Il gol annullato sveglia i bianconeri, che occupano in pianta stabile la metà campo cagliaritana. Dopo una serie di occasioni, il meritato pareggio arriva al 45’: Cuadrado crossa da sinistra, si avventa sul pallone De Ligt che, anticipando tutti, insacca.

È Vlahovic a regalare i tre punti ai bianconeri

La determinazione della Juve nel secondo tempo è maggiore. Chiellini va in gol al 47’, che viene però giustamente annullato per fuorigioco.

Un minuto dopo Dybala spreca da posizione favorevole dopo un involontario assist di Chiellini. Vlahovic, fino a quel momento ben marcato da Lovato, inizia a trovare più spazio.

Dopo essere andato vicino al gol in due occasioni, al 75’ sfrutta un assist in verticale di Dybala e, complice un favorevole rimpallo, riesce a superare Cragno. A quel punto, dopo aver condotto per 65 minuti la partita, la Juve arretra e lascia spazio al Cagliari, che non riesce però a rendersi pericoloso. Dopo 4 di recupero, Chiffi fischia la fine. Tre punti importantissimi per blindare ancora di più il quarto posto.

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